andare avanti!

ci sono momenti in cui non è concesso tornare indietro, ci sono momenti nei quali anche restare fermi equivale ad arretrare, soprattutto se si sta nuotando controcorrente.

siamo in uno di quei momenti: il populismo avanza, persino il fascismo torna ad alzare la testa sicuro dell’impunità e il razzismo serpeggia anche tra chi dichiara di “non essere razzista ma…”

in tutto questo le varie sinistre negli anni hanno mille colpe e responsabilità, ma quel pezzo di sinistra che ha sostenuto le liste di LeU nelle ultime elezioni aveva scelto di avviare un percorso nuovo e coraggioso per rispondere all’avanzata delle destre e dei populismi, elaborando una nuova proposta, in discontinuità col recente passato, per tornare a guardare in faccia i problemi delle persone e camminare a fianco a loro provando a risolverli.

dopo le elezioni nella fase di stanca e delusione, abbiamo scelto di essere di stimolo con un appello #coraggiodaLeU che ha trovato immediati riscontri in giro per l’Italia e che è sembrato aver ottenuto un primo risultato quando finalmente il percorso costituente di LeU è stato avviato   ed è stato avviata la fase di registrazione su una piattaforma che avrebbe dovuto consentire una partecipazione anche dal basso.

nelle ultime settimane invece i segnali di frenata, temporeggiamento, confronto non produttivo, sono tornati a rallentare e mettere in discussione questo progetto.

ecco allora i primi documenti che sono arrivati dai territori, luoghi in cui sono stati costituiti i Comitati Promotori provinciali di LeU, e città in cui persone impegnate nei partiti fondatori dicono con chiarezza che non solo non bisogna fermarsi, ma che abbiamo perso anche troppo tempo.

ecco i primi documenti arrivati, sosterremo tutte le realtà che vorranno incoraggiare la prosecuzione del percorso, convinti che tutte queste realtà possono e devono fare rete e dare insieme un segnale alto e forte a chi questo percorso dovrebbe guidarlo, a chi dovrebbe avere il coraggio della coerenza, #coraggiodaLeU

documenti dei comitati locali di LeU:

Lettera aperta Comitato LeU di Milano

Appello Comitato Costituente LeU Roma Nord

documenti degli organismi locali dei partiti promotori:

Modena – Assemblea provinciale iscritti ArticoloUNO – MDP

Bergamo – Assemblea provinciale iscritti ArticoloUNO – MDP

Forlì – Assemblea iscritti ArticoloUNO – MDP

 

Ripartire da sinistra, con coraggio. I nomi del Comitato promotore nazionale di Leu

leu

Il presidente Grasso ha annunciato oggi la composizione del Comitato promotore nazionale ed ha voluto citare esplicitamente Coraggio da LeU, dicendo:

“Voglio sottolineare alcune caratteristiche del Comitato: la parità di genere, una distribuzione per età sicuramente molto più bassa dello standard demografico nazionale e soprattutto la presenza di competenze specifiche, dalla politica territoriale (tra cui alcuni dei sostenitori di “Coraggio da LeU”, perché quell’appello mi ha colpito e commosso, da un lato, e dato nuova energia dall’altro) alle professioni, dal diritto pubblico alla sanità, dalla pace ai nuovi diritti, dall’economia alla lotta alle diseguaglianze.”

vi ricordiamo che è importante continuare a diffondere l’appello e far firmare altre persone ma anche lasciare i propri dati sul blog https://coraggiodaleu.com/

 

Ecco la lettera integrale del presidente:

Se il 4 marzo non fosse bastato, le amministrative e i ballottaggi sono stati una dolorosa conferma: la sinistra in questo Paese sta sparendo, il centro sinistra (stretto, largo, larghissimo) fatica a vincere anche nelle terre un tempo date per scontate.

Sento dire da molte parti che bisogna cambiare tutto e ripartire dai territori, che prima dei nomi occorre riflettere sul profilo politico delle forze di sinistra, che sia necessario cambiare la classe dirigente e aprirsi ad altri mondi che in questo momento si sono allontanati dalla politica.

Noi di Liberi e Uguali siamo talmente d’accordo con queste analisi che già lo scorso 26 maggio l’Assemblea nazionale ha deciso di avviare un percorso costituente largo e partecipato, in due fasi.

Il momento che viviamo è particolarmente amaro. Da poche settimane c’è un governo in carica che peggio non poteva iniziare. In questi giorni abbiamo sentito parlare di navi da crociera, di pacchia, di condoni fiscali, di scorte ma non dei problemi reali, non di reddito, non di tasse, non di lavoro, non dei temi che possono migliorare la vita dei cittadini.

Anzi, il Decreto dignità è sparito dai radar dello stesso ministro Di Maio, che si è appena accorto che lo Stato è una macchina un filino più complessa di una diretta Facebook. Sanno di non poter mantenere le promesse e giocano a spararla sempre più grossa, per nascondere dietro le polemiche il fatto che in queste settimane il governo non ha ancora fatto praticamente nulla.

Per il Movimento 5 stelle in questo momento è difficile trovare parole che non siano di rabbia e di commiserazione: sono passati dall’invocare Rodotà e Gino Strada come presidenti della Repubblica a fare i megafoni del peggior leghismo, dai convegni con l’amico Nino Di Matteo al silenzio complice e alle scuse ridicole – “non è nel contratto” – con chi minaccia di togliere la scorta a Saviano.

Sono stati scaltri in questi anni, sono il primo a riconoscerlo, hanno saputo intercettare il desiderio di protezione e la drammaticità della condizione economica e sociale dei nostri concittadini.

Il nostro compito sarà sfidare le forze di governo. Lo faremo sui temi che toccano la vita dei cittadini: il diritto al lavoro, la lotta alla precarietà, il contrasto alle diseguaglianze, la sanità pubblica, il superamento della Legge Fornero, un piano verde di investimenti pubblici, i temi dell’ambiente, della sicurezza, della giustizia e i diritti civili e di cittadinanza.

Anche per questo abbiamo deciso di iniziare un cammino. Il cammino di Liberi e Uguali. Lo abbiamo fatto, nonostante le resistenze di pochi ma col sostegno di molti, per esempio dei 5.000 che hanno lanciato e sottoscritto la petizione “Coraggio da LeU“.

Ed effettivamente, in questo momento, per ripartire ci vuole coraggio.

Nonostante il deludente risultato del 4 marzo, dai territori, dai militanti e dagli elettori è salita una spinta forte e consapevole ad andare avanti, coscienti del ruolo che questa comunità di poco più di un milione di persone potrà svolgere nelle città e a livello nazionale, mischiando le appartenenze e impegnandosi in un progetto davvero comune e aperto

Liberi e Uguali ha scelto, democraticamente, di avviare un percorso costituente, di scrivere le regole del proprio stare insieme. Non è un cammino facile, ci sono molte resistenze e l’istinto di molti di aspettare per vedere cosa si muove alla nostra destra e alla nostra sinistra, senza accorgersi che non si muove quasi nulla.

In un momento in cui tutti rimandano, in cui si fanno iniziative “di area” al solo scopo di capire se l’area esiste o meno, bisogna che qualcuno inizi. E possiamo essere solo noi di Liberi e Uguali, che siamo una forza piccola, che non abbiamo niente da perdere (perché abbiamo già perso abbastanza) e che possiamo cambiare tutto perché ancora non abbiamo regole e classe dirigente comune.

Oggi presentiamo il nostro Comitato promotore nazionale, che avrà il compito di fornire spunti al dibattito per tesi che sarà il cuore della prima fase, al termine della quale avremo il Manifesto di Liberi e Uguali. Solo dopo ci occuperemo della classe dirigente, perché quello che servono sono nuove idee e nuove proposte.

Voglio sottolineare alcune caratteristiche del Comitato: la parità di genere, una distribuzione per età sicuramente molto più bassa dello standard demografico nazionale e soprattutto la presenza di competenze specifiche, dalla politica territoriale (tra cui alcuni dei sostenitori di “Coraggio da LeU”, perché quell’appello mi ha colpito e commosso, da un lato, e dato nuova energia dall’altro) alle professioni, dal diritto pubblico alla sanità, dalla pace ai nuovi diritti, dall’economia alla lotta alle diseguaglianze.

Li voglio innanzitutto ringraziare e, sulla scorta dei contatti che anche personalmente ho curato, posso affermare che mi conforta una condivisione del progetto sicuramente più ampia delle disponibilità acquisite; ma il Comitato sarà un luogo aperto a cui, per esempio, si potranno inviare riflessioni e vorremmo che fosse il “motore” di un processo culturale e politico coinvolgente, che si apre alle associazioni, alle professioni, alle competenze, al paese. C’è un mondo intorno a noi che chiede di ritrovarsi, di camminare insieme, di riaccendere la passione per l’impegno politico: questo Comitato dovrà recepirne gli stimoli.

L’ho già detto: io non ho sigle di appartenenza. Il 3 dicembre non avevo una casa ma l’ho scelta. Quella casa si chiama Liberi e Uguali. L’ho pensata come realmente spalancata alle esperienze della società civile e dell’associazionismo, l’ho sognata aperta al contributo e alla valorizzazione dei militanti; l’ho desiderata come alternativa nelle forme e nei contenuti a ciò che ha reso la sinistra inconsistente nel dibattito pubblico e incapace di connettersi sentimentalmente ai cittadini, alle loro esigenze e alle loro paure. E ho scoperto in questi mesi di non essere solo.

Continuiamo a lavorare per realizzare quel progetto visionario che ci ha entusiasmato il 3 dicembre scorso. Sono sicuro che, insieme, renderemo Liberi e Uguali un soggetto politico all’altezza delle sfide di questi difficili tempi.

Componenti del Comitato promotore nazionale:

Gaetano Azzariti, Nico Bavaro, Angelo Broccolo, Peppino Buondonno, Cecilia Carmassi, Tiziana Cignarelli, Andrea Core, Umberto De Giovannangeli, Maurizio De Giovanni, Nerina Dirindin, Martina Draghi, Lorenzo Falchi, Ottorino Ferilli, Rosa Fioravante, Antonio Floridia, Sandra Gesualdi, Marco Grimaldi, Bianca Guzzetta, Daniela Lastri, Betty Leone, Antonello Licheri, Tino Magni, Salvatore Monni, Gian Guido Naldi, Mattia Orlando, Fabio Perrone, Sara Prestianni, Silvia Prodi, Michele Prospero, Nicoletta Rocchi, Shukri Said, Simone Siliani, Serena Spinelli, Anna Starita, Franco Uda.

Noi ci siamo!

lunedì scorso, 25 giugno, si è svolto a Pisa il primo incontro
di Pietro Grasso PIETRO GRASSO CORAGGIODALEU PISAcon i promotori di #coraggiodaLeU.
 
E’ difficile restituire su un blog il clima e l’entusiasmo di questo incontro, ma vogliamo provare almeno a fermarne nella memoria alcuni tratti salienti, a partire dall’intervento introduttivo che Bruna ha fatto, per raccontare come e perché un gruppo di persone, sparse in varie zone di Italia, hanno deciso di provare a fare qualcosa perché LeU nasca davvero e sappia intercettare la voglia di partecipazione e buona politica che incontriamo nei nostri territori.
Per chi avesse un po’ di tempo ed anche la curiosità di capire cosa ci siamo detti, mettiamo a disposizione le videoregistrazioni degli interventi

Grazie senatore Grasso.
Grazie per avere accolto il nostro appello forte e sincero a proseguire senza indugi e con determinazione  sulla strada della costituzione di Liberi e Uguali in soggetto politico compiuto.
È stato affidato a  me, dal gruppo dei promotori iniziali,  il compito di raccontarle la genesi dell’appello #coraggiodaLeU , appello di cui lei ha colto lo spirito costruttivo, di incoraggiamento dalla base  fin dal suo primo apparire, quando in un giorno ha raccolto 1200 firme, fino alle quasi 5000 di oggi.
intervento bruna diniIo  mi chiamo Bruna Dini e sono tra coloro che quel l’appello ha pensato, voluto, scritto.
Siamo  un bel gruppo di persone diversissime per formazione ed età, impegnate a vario titolo in politica, per lo più provenienti  dalla sinistra del Pd, raccoltesi inizialmente sul NO al referendum alla riforma costituzionale, momento che ha rappresentato la cesura con l’esperienza del PD. Anche lì fu un appello che chiamammo  “il NO di chi vuol bene all’Italia” a farci incontrare. Alcuni sono qui, sono venuti i compagni di Pavia con altri firmatari di Bergamo, di Milano, di Genova  e sono sicura ci siano altri che magari non conosco ma che si sono presi la briga di venire fino a qua da fuori.
Non siamo movimentisti. Senza niente togliere a quel tipo di importante  dinamica sociale, siamo persone integrate nel sistema, dirigenti si può dire, con una parola un po’ vaga ma efficace.
Molti di noi promotori sono stati candidati per LeU il 4 marzo, tutti ci siamo spesi come militanti attivi nella campagna. Il risultato è stato quello che è stato, ne abbiamo analizzato a fondo in più occasioni i motivi del fallimento.
Ma credo di potere affermare che l’esperienza comune in campagna elettorale, che la provenienza  fosse da Sinistra Italiana, Possibile o Articolo1, è stata quella di avere visto con gli occhi e toccato con mano il forte bisogno di politica e di sinistra proprio dopo un decennio di crisi economica che avrebbe dovuto essere il terreno più fertile per quella parte.
Un bisogno che si era ripiegato, defilato dall’amarezza della impossibilità di qualsiasi agibilità politica negli spazi costituiti.
Abbiamo incontrato persone che chiedevano finalmente politica seria, concreta, sui temi, sul pezzo.
Abbiamo incontrato un popolo smarrito che chiedeva quello che non trovava più, innanzitutto occasioni per  analisi profonde e competenti.
Quel popolo che, qui sta il bello,  restituiva  altrettanta profondità di analisi e competenza e cercava da tempo lo spazio  per farlo dopo il vuoto del renzismo e della politica ridotta a esercizio di potere impermeabile al confronto. E soprattutto dopo il tradimento del progetto di Italia Bene Comune, sul quale erano stati raccolti i voti che hanno consentito poi a Renzi di governare su proposte  proprie anche così lontane da quel progetto.
Dopo il 4 marzo abbiamo atteso a lungo, nella dissonanza delle posizioni delle aree confluite nella lista, che si cominciasse concretamente  a parlare di un soggetto unico che facesse sintesi di quelle esperienze e punto di ripartenza
E poi finalmente salutato con grande favore l’indirizzo, per alcuni di noi anche inatteso, dell’assemblea del 26 maggio verso la costruzione sistematica di un’alternativa che fosse la possibile risposta a cittadini impoveriti, impauriti, privati di diritti che parevano conquista fatta e finanche presi in giro, cittadini  che con il voto avevano rivolto altrove le loro speranze.
Quel favore è venuto  senz’altro  dalla forte e chiara assunzione di responsabilità rispetto agli  errori compiuti ma anche  dalla consapevolezza del  deserto che circonda ogni ipotesi  di alternativa al quadro di governo che poi si è delineato.
Ebbene il 26 di maggio dopo tante frustrazioni, pur comprendendo le diverse sfumature nell’approccio delle varie componenti, abbiamo accarezzato la chance di rimetterci in cammino insieme verso un partito vero, come abbiamo più volte assicurato che avremmo fatto  a quel popolo senza più un riferimento  incontrato in campagna elettorale, a quel milione e oltre di cittadini che ci hanno dato fiducia.

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Poi come spesso accade sono inattesi elementi esogeni a disvelare rischi, incrinature o in questo caso il grado di convincimento nella  partita.
Vero che il momento era grave ma la prima reazione  di alcuni autorevoli  esponenti del nostro gruppo dirigente nazionale  all’ipotesi di un repentino ritorno alle urne è stata sconfortante. Chiamato in vari modi ma molti hanno accarezzato l’idea  di un fronte comune contro i populisti che mettesse insieme le forze moderate, governative, cosiddette responsabili contro i barbari alle porte.  Una ipotesi di fronte che sarebbe andata da noi  al PD e financo a Forza Italia, per altro dando finalmente corpo alle intenzioni vere e a lungo perseguite di queste due forze.
Senza uno straccio di pensiero  sulle ragioni profonde di una sconfitta epocale, senza avvertire la necessità di un cambio di passo,  di dirigenza, di parole d’ordine. Senza un minimo di coscienza, mi calo un attimo in questo fronte, specie da parte del PD, delle responsabilità enormi che porta sulle spalle per la disfatta cui è andato pervicacemente incontro da subito dopo l’exploit e l’apertura di credito delle Europee fino alla débâcle conclamata di ieri che ha visto anche Pisa la rossa, la civile, la dotta capitolare assieme a Siena e Massa,  solo per restare in Toscana.
Un partito, spiace dirlo, morto.
Abbiamo definito  quell’eventuale fronte una operazione suicida e inviato simultaneamente via mail ai dirigenti e parlamentari un primo appello battezzato, credo felicemente in una veloce operazione di brain storming, #coraggiodaLeU.
Poi un governo ha visto la luce, consentitemi di non parlare di questo,  e abbiamo pensato che sussistessero invece ancora tutte le ragioni di un forte impegno verso il partito di Liberi e Uguali e che potesse essere utile a questo fine condividere la petizione sulla piattaforma change.org.
Un partito della sinistra contemporanea che semplicemente non c’è, che non dà la colpa agli elettori, capace di fare i conti con i profondi mutamenti sociali di 10 anni di crisi, con una globalizzazione mal governata, con finanza e mercati che  operano sulla testa di popolo, democrazia e consenso a velocità vertiginose  nelle decisioni e comunicazioni perché il capitale ha necessità di remunerarsi più di quanto noi comuni mortali non si abbia la necessità quotidiana di nutrirci.
Un partito del lavoro che si sforzi di coniugare la sua creazione, conservazione e tutela con lo sviluppo costante di  piattaforme che rovesciano sistemi consolidati.
Un partito che non istighi alla guerra tra gli ultimi agitando la paura ma che provi con la conoscenza e il dialogo a coniugare sviluppo diffuso e solidarietà, accoglienza e integrazione.
Un partito che viva la tutela dell’ambiente come missione e come occasione di sviluppo.
Un partito che pensi alla scuola e all’università come investimenti ineludibili in capitale umano e saperi e che crei le condizioni per non gettare soldi né soprattutto  deludere le legittime aspettative di futuro dei giovani.
Un partito che riveda l’idea di Europa e provi a riportarla, anche grazie ai rapporti con partiti europei della stessa ispirazione,  allo spirito iniziale, quello di un continente che finita la guerra avverte la necessità di uno sviluppo economico in comune ma anche di un’idea di comunità dove la salute, l’istruzione e il lavoro sono diritti fondamentali.
Un partito quindi che prima di pensare a possibili alleanze deve impegnarsi a fondo sulla propria identità, sulla propria necessità, sul proprio radicamento tutto da ricostruire.
Ecco, in queste caratteristiche abbozzate a me non pare onestamente di vedere posizioni distanti o possibili motivi di attrito tra ArticoloUNO e Sinistra Italiana e neppure dai tanti di Possibile che questa avventura vogliono intraprenderla anche se la nuova segreteria ha scelto di non esserci.
Una cosa bella dell’appello, della quale siamo fieri e l’avere raccolto la fiducia di tanti senza chiedere né chiederci di distinguerci per provenienza.
Ora Senatore Grasso noi le chiediamo di farsi garante dell’impegnopietro grasso a pisadi costituire il partito Liberi e Uguali senza ulteriori attese, con i  tempi indicati nel dispositivo approvato il 26 maggio. 
Le chiediamo di fare sì che le adesioni ma soprattutto la discussione venga avviata,  che si attivino le migliori intelligenze e competenze al servizio di quel profondo studio di cui la società e il paese hanno bisogno.
Noi ci siamo per sostenerla in questo compito. Chiediamo però una forte autonomia di Liberi e Uguali da quello che c’è e anche da quello che siamo noi ora.
Le chiediamo anche lo sforzo di fare incontri come questo in giro per l’Italia per incontrare i firmatari, i primi se mi permette  in Lombardia ed Emilia Romagna da cui provengono, oltre che dalla Toscana, la maggior parte dei promotori.
Le chiediamo attenzione nella composizione del comitato promotore che è di prossima presentazione perché sarà il volto del partito a venire. Si può essere della partita in tanti modi tante sono le cose da fare.
Sia un comitato aperto a facce ed esperienze nuove, a persone con una loro statura e riconoscibilità sociale indipendente da un ruolo politico,  chi un ruolo lo ha già faccia generosamente un passo di lato.
Noi ci siamo. Con rispetto e passione sincera.
Ma soprattutto con coraggio.

Grasso scrive a #coraggiodaLeu

testa

Ecco la lettera che ci ha scritto il presidente Grasso!

 

Roma, 20 giugno 2018 

Ai firmatari dell’appello #coraggiodaLeU

 Carissime/i,

ho già avuto modo di manifestarvi “virtualmente” la mia gratitudine (oltre alla condivisione del vostro appello) per l’eccellente risultato fin qui raggiunto dalla petizione che in pochissimi giorni vi ha coinvolto in quasi 5.000.

Molti di voi forse li ho già incontrati in campagna elettorale, ma oggi che abbiamo ribadito questo nostro impegno ed è iniziato il percorso per definire il soggetto politico Liberi e Uguali, mi piacerebbe davvero incontrarvi di persona.

Con alcuni di voi ci vedremo già lunedì 25 giugno a Pisa (sul vostro sito ci sono tutte le informazioni  https://coraggiodaleu.wordpress.com/) e sarei davvero onorato e felice di programmare incontri simili per città, per regione, per macroaree… o come meglio decideremo assieme!

Per tenerci in contatto e per informarvi delle mie, delle nostre, prossime iniziative ho però bisogno dei vostri recapiti (mail, per la posta, e cellulare, per eventuali messaggi). Vi chiedo quindi un ulteriore sforzo registrandovi qui http://www.pietrograsso.org/ alla mia newsletter (assolvendo così agli adempimenti previsti dalla normativa sulla privacy).

Per qualsiasi altra comunicazione, potete scrivermi alla mail segreteria.pietrograsso@senato.it.

Grazie, a presto,

                Pietro Grasso

 

 

Grasso incontra #CORAGGIOdaLEU


#CoraggiodaLeU, incontro a Pisa con Pietro Grasso
 

Il senatore LeU incontra i promotori dell’appello che ha raccolto quasi 5mila firme. 

E’ stato di parola il senatore di Liberi e Uguali Pietro Grasso, che poche ore dopo il lancio dell’appello #CoraggiodaLeU su change.org, quando le sottoscrizioni erano già 1200, aveva sottoscritto idealmente il documento e si era detto disponibile a un incontro. 

Nel frattempo le firme sono arrivate quasi a 5.000 e l’incontro tra i promotori dell’appello e Pietro Grasso è stato fissato per lunedì 25 giugno, a Pisa, dalle ore 17.30 presso la saletta Alexander Langer, in via San Martino, 82e sarà un incontro aperto alla partecipazione del pubblico.

Un appello nato dal basso, quello di #coraggiodaLeU, con lo scopo di dare un impulso al percorso costituente di Liberi e Uguali come partito, con le modalità e i tempi che sono stati definiti nell’assemblea nazionale dello scorso maggio. Un percorso che dovrà servire a costruire l’identità politica di una nuova casa comune della sinistra, l’insieme dei valori fondanti, a delineare una struttura democratica e davvero partecipata e a far emergere una dirigenza diffusa capace di cogliere le novità e le sfide del nostro tempo. 

Un percorso da fare bene, ma da fare davvero e in tempi certi. Perché per uscire da una fase che vede la sinistra chiusa in un angolo serve coraggio, appunto, serve generosità, serve la forza di mettere in discussione gli schemi del passato. Per ricostruire una sinistra capace di riconnettersi con quei mondi e quelle parti di società che non l’hanno più percepita al loro fianco. Questo lo spirito dell’appello al quale hanno dato la propria adesione, tra i tanti , i deputati LeU Rossella Muroni, Nicola Fratoianni, Stefano Fassina e il senatore Francesco Laforgia, e che è possibile continuare a sottoscrivere qui: https://chn.ge/2JhYSYe  

L’incontro oltre ad essere aperto a tutti gli interessati si potrà seguire anche in streaming sulla pagina  www.facebook.com/coraggiodaLeU.

 Quello di Pisa è un primo passo –sostengono i promotori- nella direzione che ci siamo prefissati verso la costituzione di una forza autonoma, riconoscibile, che sappia andare oltre i soggetti costituenti per aprirsi alle migliori energie ed esperienze, alle associazioni, ai movimenti, ai tanti che operano per una società più giusta e con opportunità per tutte e tutti. 

Ci aspetta un gran lavoro e la strada è ancora lunga, ma l’obiettivo è dare al Paese una nuova sinistra, popolare e radicata, e varrà la pena percorrerla fino in fondo.

PIETRO GRASSO CORAGGIODALEU PISA

se vuoi restare in contatto con noi e conoscere le prossime iniziative compila questa scheda:

Finalmente #CoraggiodaLeU

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Anche grazie al nostro contributo parte finalmente il percorso costituente di Liberi e Uguali: date e modalità certe per costruire la nuova casa della sinistra!

Pietro Grasso ha appena inviato una lettera a tutti i militanti, i sostenitori e i simpatizzanti di Liberi e Uguali annunciando l’avvio ufficiale del percorso costituente.
Grazie a tutti voi per l’impegno, grazie per la passione! Ora al lavoro, tutte e tutti assieme, per costruire Liberi e Uguali!

Vuoi unirti a noi? Rimaniamo in contatto! Compila il modulo a questo link: https://coraggiodaleu.wordpress.com/uniscitianoi/

Grasso ha firmato!

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Il presidente Grasso ha appena pubblicato un post nel quale dichiara di sostenere la nostra petizione! Ora, con più entusiasmo e determinazione, facciamo sentire la nostra voce! Invita a firmare tutte le persone che conosci e che hanno a cuore il futuro di Liberi e Uguali e della sinistra!

https://www.facebook.com/PietroGrasso/posts/1931177083567205

#CORAGGIOdaLEU. Una petizione per costruire Liberi e Uguali.

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 Il testo della nostra petizione

Dopo quasi 90 giorni dalle elezioni, l’Italia ha di nuovo un Governo.

Un governo molto distante dai nostri riferimenti politici e di valore che gode, pur nella distanza tra le due forze che lo sostengono, di una larga base di consenso tra i cittadini.

Noi di Liberi e Uguali dobbiamo farci carico pienamente delle sfida di questa nuova fase.Oltre alla ferma opposizione, da condurre nel merito, nel Parlamento e nel Paese, dobbiamo dare avvio al percorso politico di Liberi e Uguali, così come deciso nell’Assemblea nazionale di sabato 26 maggio, per farci soggetto politico compiuto attraverso un percorso delineato in tempi e modi.

Un percorso approfondito e partecipato per capire a fondo la natura di questa crisi, per immaginarne il suo superamento, per fare i conti con le politiche che hanno determinato le condizioni attuali.

Occorre mettere in campo unanuova propostache si opponga alla nuova destra rappresentata da Lega e M5S ad alle politiche di austerità che hanno permesso la loro ascesa.

Serve quindi unasvolta, una radicale discontinuitàcon le politiche degli ultimi anni, un programma fondamentale chiaro, netto, che abbia al centro innanzitutto la parte più debole del Paese, quella che ha pagato il prezzo più alto della crisi (cit. Grasso).

Per una precisa necessità politica: che una seria sinistra provi a farsi alternativa per rispondere alle esigenze dei cittadini delusi, impoveriti, privati di diritti che parevano conquista fatta e che hanno rivolto altrove le loro speranze con il voto del 4 marzo.

Non hanno votato noi di LeU perché percepiti troppo legati a quel sistema di potere che hanno voluto scardinare, troppo vicini a quel Partito Democratico che diceva loro che tutto andava per il meglio anche di fronte all’evidenza di maggiore precarietà, crescita limitata, povertà più diffusa

Ora, accanto alla ferma opposizione a tutto ciò che vorrà riportarci indietro sul fronte dei diritti, a tutto ciò che proverà a fare parti eguali tra diseguali, a tutto ciò che proverà a minare l’integrità territoriale del Paese e la sua statura, da rinvigorire, verso l’Europa e gli altri attori internazionali, noi possiamo concentrarci sulle ragioni della sconfitta storica della sinistraproprio quando di maggiore sinistra c’era bisogno. Tali ragioni sono ancora tutte da comprendere e serviranno umiltà, studio, curiosità, un linguaggio nuovo. Servirà la capacità di ascoltare, ripartire dal basso, dai luoghi del disagio, della rabbia.

Servirà lavorare sulla nostra identità.Non un esercizio solipsistico ma uno strumento per ancorare al meglio nel tempo e nello spazio, la nostra proposta politica ed avere il coraggio di andare oltre noi.

Immaginare ora la costruzione di alleanze, prima di aver costruito una forte e autonoma identità, ipotizzare di unire le forze con altri attori oggi all’opposizione ma dai quali ci dividono profonde e dirimenti differenze riguardo alle politiche utili al Paese, è un’operazione suicida. Non ci sono barbari alle porte ne ce n’è timore, non c’è astratto senso di responsabilità che tenga.

Le ragioni che ci hanno portato a fare una lista alternativa ci sono ancora tutte, chiedono di essere concretizzate, non dissolte. Sarebbe un errore fronteggiare una crisi di fiducia così profonda attraverso uno schema semplicistico bipolare ed artificiale che contrappone “barbari populisti” e “democratici civilizzati”, anti euro ed europeisti, ma soprattutto popolo e istituzioni.

Andiamo avanti con ogni possibile confronto che realizzi i punti del documento dell’assemblea, linea politica e organi dirigenti, purché di questo cammino sia chiaro in ogni momento il netto cambio di passo rispetto agli errori compiuti e ampiamente riconosciuti da tutti.

È il momento del coraggio.     #CORAGGIOdaLEU

Primi firmatari (in ordine alfabetico):

Tea Albini, Firenze

Ivan Alboresi, Modena

Tito Barbini, Arezzo

Carmelo Belardo, Modena

Gabriele Bettelli, Modena

Luca Biagi Mozzoni, Firenze

Alessio Biagioli, Calenzano FI

Marco Caglioni, Bergamo

Andrea Canali, Forlì

Cecilia Carmassi, Lucca

Pierluigi Cristofani, Lucca

Matteo De Capitani, Bergamo

Bruna Dini, Versilia

Martina Draghi, Pavia

Paolo Fontanelli, Pisa

Filippo Fossati, Firenze

Giacomo Galazzo, Pavia

Filippo Grigorij Calcagno, Modena

Denise Latini, Empolese Valdelsa

Emilia Magni, Bergamo

Fabrizio Manfredi, Versilia

Giulio Mangani, Montespertoli (FI)

Giulio Marabini, Forlì

Sandra Mattioli, Modena

Patrizio Mecacci, Firenze